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Crossing-Over

Nella “stanza delle mosche” una bimba bionda ama disegnare tutto il tempo, per suo papà Thomas, drosofile “scombinate” con occhi rossi, bianchi e mischiati e con le ali asimmetriche, mentre vigila sul fratellino neonato che dorme quieto nella culla. 

Lampante è il loro aspetto singolare che suscita nell’ immediato,  tenerezza e repulsione, per metà umano e metà alieno, originato nel processo di Crossing-over.

Essi sono organismi mutanti, creature umanoidi, ibridi, la cui mutazione del proprio DNA è dovuta a errori nella replicazione o ridistribuzione degli stessi cromosomi nei gameti alla fine della meiosi, attraverso la manipolazione del patrimonio genetico ricombinato (incidentalmente o appositamente in laboratorio).

In questo spazio temporale di un futuro passato, la società fantascientifica non soltanto avanzata ma oramai incontrollata è libera di esplorare universi alternativi, annullando  i 

confini tra immaginazione e realtà, le tecniche artificiali (l’ ingegneria genetica e le biotecnologie) si insinuano nella sfera naturale (sistemi biologici  e organismi viventi)  per ottenere una sorta di “ibridazione” che sfida le nozioni tradizionali di identità di specie, appartenenza  e confini genetici, sbaragliando ogni limite di etica e moralità.

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